Gli allergici lo sanno: se si parla di allergie, l’ inverno può essere pericoloso tanto quanto la primavera e l’autunno.
I sintomi principali di una sospetta allergia respiratoria sono i seguenti: rinite allergica piu’ o meno severa, asma bronchiale, broncospasmo saltuario e altre manifestazioni respiratorie (tosse, bruciore alla gola e agli occhi). Tra le allergie che possono insorgere nei mesi invernali le più comuni sono quelle alle muffe ambientali come l’alternaria (e in misura minore aspergillus e cladosporium) e agli acari della polvere che, proprio nell’autunno/inverno, con l’ accensione del riscaldamento e con lo stare di piu’ in ambienti chiusi, hanno il loro picco di crescita.
L' allergia alle muffe come l’alternaria si manifesta sia all’aperto che al chiuso e può peggiorare indoor (per es. nei garage e nelle cantine), soprattutto se in luoghi umidi, mentre l’ allergia agli acari della polvere si manifesta principalmente in luoghi chiusi in quanto tendono a nascondersi nelle zone più polverose delle nostre abitazioni (ma anche nei cuscini e nei materassi).
Nel mese di gennaio frequente è anche l’ allergia al polline del cipresso che puo’ durare anche fino a marzo. Il contatto con i pollini del cipresso provoca, nei soggetti allergici, un’ampia gamma di sintomi che possono variare da quelli tipicamente associati all’allergia ad altri più insospettabili. Le vie respiratorie superiori sono particolarmente colpite dall’allergia al cipresso: le persone allergiche accusano riniti, infiammazioni della gola, tosse e talvolta asma. Talvolta l’allergia al cipresso è la causa della congiuntivite.
Chi non ha mai sofferto di allergie e si accorge di avere manifestazioni associabili a uno stato allergico dovrebbe fare riferimento allo Specialista Allergologo che saprà indicare gli esami diagnostici più opportuni per chiarire la situazione e identificare il fattore scatenante dell’allergia.
Per diagnosticare un’allergia si ricorrere in primis allo SKIN PRICK TEST, un test cutaneo che prevede l’applicazione di estratti dei diversi allergeni sulla cute del paziente per poi essere punti leggermente con una lancetta monouso. Tramite l’osservazione e la quantificazione visiva della reazione della pelle, lo specialista determinerà a quali di questi allergeni l’individuo è più sensibile e di conseguenza allergico.
Gli esami del sangue, invece, possono focalizzarsi sulla ricerca delle immunoglobuline IgE specifiche per singoli allergeni oppure consistere nella “diagnostica allergologica molecolare”, che permette di valutare contemporaneamente la presenza di oltre 200 allergeni.
I trattamenti per le allergie sono, per la natura stessa della patologia, personalizzati in base alle esigenze individuali del paziente. In caso di rinite allergica si ricorre abitualmente ai farmaci steroidi topici inalatori (ad es. spray nasali) e all’utilizzo di antistaminici di ultima generazione che tengono sotto controllo la sintomatologia percepita dal paziente, senza tuttavia presentare particolari effetti collaterali come accadeva con i vecchi antistaminici. Per attenuare la congiuntivite che spesso accompagna la rinite allergica si consiglia invece l’utilizzo di colliri antistaminici o con sodio cromoglicato anche a scopo preventivo.
In caso di asma bronchiale si utilizzano i corticosteroidei inalatori eventualmente associati a broncodilatatori, anch’essi per via inalatoria. Per le forme più gravi di asma sono anche disponibili innovativi farmaci biologici.
In caso di scarsa risposta alle terapie convenzionali o di peggioramento dei sintomi allergici, viene valutata la possibilita', sempre dallo specialista allergologo, di un 'immunoterapia specifica, ossia un vaccino sublinguale che il paziente assume al proprio domicilio. Si tratta di una possibilità molto interessante per i pazienti allergici: si stima infatti che il 95% dei pazienti che si sottopone a immunoterapia specifica riesca a desensibilizzarsi e a risolvere le manifestazioni allergiche, con un netto cambiamento nella qualità della vita.
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